Tribunali: c’è chi sceglie la videoconferenza!

Ancora una volta, la videoconferenza si conferma indispensabile, al pari della polizia, dei giudici e delle forze dell’ordine tutte.

Le ultime novità ci giungono dall’altra parte del mondo, dagli Stati Uniti e dall’Australia.

In effetti, gli Stati Uniti sono stati tra i primi ad usare questo preziosissimo strumento e a sfruttarne tutti i benefici ad esso collegati, traendone vantaggi e grandissimi metodi di risparmio per le casse pubbliche. E lo stato del Michigan rappresenta un esempio lampante di come la scelta della videoconferenza sia stata la soluzione ideale.

E’ lo stesso giudice della Corte Suprema, David Viviani, a confermare che la diffusione delle conferenze video per formare aule di tribunali abbiano fatto risparmiare ai vari dipartimenti carcerari quasi 5 milioni di dollari, negli ultimi due anni.

Attualmente, sono circa 417 le aule giudiziarie che si avvalgono di soluzioni di videoconferenza, nelle loro attività. Ormai, questa valente soluzione va a coprire circa il 40% delle procedure giudiziarie.

Anche dall’altra parte del mondo, dagli amici australiani, ci giungono storie di successo per quanto riguarda la videoconferenza. Non è un caso, infatti, che ad apprezzare maggiormente tale strumento, siano proprio i paesi anglosassoni, ovvero quelli che credono maggiormente nelle potenzialità della videoconferenza applicata alle attività giudiziarie.

Ormai nella lontana Australia, è divenuto un fatto abituale ascoltare le deposizioni dei detenuti in video, senza farlo quindi spostare dal carcere. E’ lo stesso magistrato capo Peter Lauritsen a spiegare che, diffondere l’utilizzo della videoconferenza nei tribunali, consente di tenere più udienze, e di più tipi. In casi particolari (come quelli legati alla violenza domestica), inoltre, le persone possono seguire il processo comodamente da un tablet, alleviando, in maniera molto sensibile, l’impatto emotivo e lo stress che queste situazioni, comprensibilmente, generano.

Insomma: indipendentemente dal paese in cui essa venga utilizzata, è quasi una questione di buon senso utilizzare la videoconferenza, la quale permette a chi ne fa uso di risparmiare tempo e denaro. Allo stesso tempo, non è da sottovalutare la drastica riduzione dei rischi che essa comporta, ad esempio, nel trasporto dei prigionieri. Un ulteriore guadagno di tempo è inoltre quello degli agenti di polizia che, nel frattempo, possono dedicarsi ad altre situazioni ed emergenze, di primaria importanza. Tale cambiamento è destinato ad arrivare anche nel nostro Paese?

E’ tempo, per l’Italia, di prendere esempio.