La videoconferenza al servizio della sanità

La videoconferenza è una tecnologia piuttosto costosa, ma con il passare del tempo e l’evoluzione delle ultime tecnologie dei giorni nostri, essa è divenuta uno strumento alla portata di tutti. In che modo, però, essa può risultare utile per il mondo della medicina?

Andare in ambulatorio, per visite ed accertamenti vari, si sa… è costoso! Non si tratta soltanto di un impegno economico, ma anche in termini di tempo per i check-in e file annesse, il risparmio non è certamente garantito. Senza contare che, in certi casi, si tratta di questioni minori che non richiedono che il medico veda direttamente i sintomi sul paziente. Ed ecco che entra in gioco la videoconferenza che, come in tutti i campi, corre in soccorso dei camici bianchi.

Secondo recenti ricerche, come quella patrocinata da Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo, trasferendo questo tipo di visite mediche minori dagli ambulatori alle piattaforme di videoconferenza, si ridurrebbero di molto i costi sanitari, addirittura di circa 104 miliardi di dollari in meno all’anno, solo negli USA.

I dati raccolti dal National Ambulatory Medicare Survey nel 2010, mostravano che, in media, una persona frequenta lo studio del dottore circa tre volte l’anno: man mano questo numero è cresciuto sempre più, fino a raggiungere picchi elevatissimi. Non c’è bisogno di ribadire che, più della metà di queste visite, non necessitavano di un contatto diretto tra medico e paziente.

Ed è così che il lessico ci viene in aiuto e viene coniata la parola “telemedicina”, che indica l’insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente anche a distanza, oltre che a garantire servizi sanitari “telematici”. Infatti, nell’ambito della diagnostica clinica, è possibile anche effettuare la diagnosi su un paziente che non è fisicamente presente nella stanza col dottore. Ci pensate a quanto possa essere realmente utile la telemedicina, per curare persone in tutto il mondo (soprattutto quelle impossibilitate fisicamente e geograficamente di recarsi dal dottore) ?

Allora sappiate anche che i primi esperimenti di telemedicina sono stati condotti proprio per permettere un’adeguata assistenza anche nelle aree geografiche più remote o, comunque, che si trovano in situazioni di disagio. Complice, poi, le reti sempre più veloci, si è arrivati anche a condividere in maniera telematica anche i dati più voluminosi, come possono essere, ad esempio, immagini di radiografie ed altro. E’ importante precisare che, a far parte della telemedicina, non è solo la videoconferenza in sé, ma anche tutte quelle soluzioni destinate ad altri tipi di dispositivi (come gli smartphone), che permettono al paziente di gestire i propri esami (e quindi la propria salute) direttamente dal proprio cellulare: questa è la cosiddetta m-health (ovvero mobile health).

Mentre la telemedicina negli States sta prendendo via via forma in maniera sempre più affermata, in Italia soltanto alcune iniziative isolate hanno iniziato a farsi largo.

Rimane comunque chiaro il fatto che questo tipo di tecnologie non potranno mai sostituire la presenza fisica del medico per un certo tipo di visite, ma una repentina adozione di queste metodologie apporterebbe un risparmio per i fondi pubblici non indifferente.

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