La videoconferenza nei tribunali per una migliore giustizia

L'Italia è il sesto paese europeo per sovraffollamento carceraria. I numeri sono: 190 carceri con una capienza di 50.044 degli istituti e 56.436 è il numero di detenuti (dati del Ministero della Giustizia in data 30 aprile 2017).

Tra i settori della pubblica amministrazione, che possono trarre maggiori vantaggi dalla videoconferenza, c’è quello giudiziario. Oltre ai noti risparmi in termini di costi e di tempo, la possibilità di collegarsi in video da remoto migliora anche la sicurezza e riduce lo stress di detenuti e polizia penitenziaria.

In Italia, uno dei più decisi sostenitori della videoconferenza è il procuratore antimafia Nicola Gratteri, che ha fortemente dichiarato più volte la sua introduzione nel nostro sistema giudiziario.

Un maggiore risparmio e sicurezza

Come può la videoconferenza contenere i costi e aumentare la sicurezza? Basti pensare alla quantità di denaro speso per supportare detenuti e avvocati con scorte armate per la loro sicurezza.

Per quanto riguarda il taglio dei costi, Gratteri propone ai microfoni di Radio24, e ripreso da Il Sole 24 ore, la "videoconferenza per tutti i soggetti detenuti, a qualsiasi titolo. Se un detenuto è a Tolmezzo e il processo è in Calabria ci vogliono 5 uomini di scorta, 6 biglietti aerei da Verona o da Venezia fino a Reggio Calabria e in più la scorta col furgone da Tolmezzo a Verona. Bisogna dare la possibilità anche all'avvocato di poter stare in udienza dal suo studio in videoconferenza. Così facendo noi risparmiamo 70 milioni di euro".

Un aiuto decisivo per le persone con difficoltà di movimento

Un ulteriore punto di vista è quello delle persone convocate con problemi di deambulazione. Immaginiamo una persona anziana sulla sedia a rotelle, che fa causa al suo comune perché non esistono gli scivoli per disabili. Dover presenziare in aula è per lei e per i suoi familiari una situazione di grande disagio. Un disagio, però, evitabile se i tribunali utilizzassero la videoconferenza. Attraverso un computer e una webcam, la signora potrà assistere personalmente ed esprimere la propria opinione senza il disagio psicologico delle barriere architettoniche.

Alberto Rizzo, presidente del tribunale di Vicenza, racconta che si tratta di "un gesto di civiltà e rispetto verso le persone, una doverosa attenzione che riserviamo a chi vive una situazione di debolezza, evitando che venga sradicato dal contesto quotidiano. I protocolli attivati a Bassano del Grappa, Valdagno, Asiago, Arzignano e Vicenza hanno ottenuto buoni risultati che si misurano per gli utenti in risparmio economico, di tempo e, non da ultimo, di minore inquinamento".

La videoconferenza può davvero essere un vero beneficio per la Giustizia, grazie al risparmio di denaro, aumento di sicurezza e limitazione di disagio per chi ha problemi di deambulazione. L'unico ostacolo è la burocrazia giudiziaria, che dovrà essere sbloccata per dal Governo per poter cominciare ad essere un vero supporto per le persone.

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