Telemedicina: l'unione tra sanità e videoconferenza in Italia

“Curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario…”, Ippocrate di Coo.

La cura più importante per il sistema sanitario italiano è la digitalizzazione: sostenere un nuovo modello di sanità in grado di curare sia i pazienti più gravi ricoverati in ospedale, sia coloro sia per difficoltà motoria non riescono a raggiungere facilmente l'azienda ospedaliera. Per quest'ultimo la soluzione è l'assistenza domiciliare, ma l'aumento della popolazione anziana finirà con il prosciugamento delle risorse disponibili.

Per risparmiare senza tagliare i servizi, le aziende ospedaliere e le cliniche private devono volgere lo sguardo verso l'ICT (in italiano la tecnologia dell’informazione e della comunicazione): è l'unica via percorribile da qui a pochi anni e potrebbe diventare uno standard entro dieci anni.

L’aumento dell’età media, l’incremento della cultura sanitaria e la maggiore articolazione dei percorsi di assistenza oggi disponibili portano, infatti, la domanda di servizi ad aumentare costantemente, tanto che si stima che la spesa pubblica sanitaria italiana arriverà a raggiungere nel 2025 l’undici percento del PIL nazionale. Più che porsi il problema di quanto costi il sistema sanitario, bisognerebbe semmai domandarsi come renderlo più efficiente!

Un esempio italiano

L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige è nata nel 2007 dall’unione delle precedenti quattro USL di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico e conta a oggi oltre 9.000 dipendenti, di cui circa 1.000 medici. Prima dell’implementazione di questo progetto, i medici erano soliti comunicare via telefono/fax o incontrandosi presso le diverse sedi ospedaliere per discutere dei casi clinici. Tale approccio era però “costoso“ e difficilmente applicabile in ogni ospedale, a causa della scarsità di risorse e delle difficoltà di condivisione delle competenze mediche specializzate richieste. Le figure più richieste erano principalmente oncologi, medici, radioterapisti e patologi.

Il Responsabile del progetto di riforma oncologica in Alto Adige, Dott. Luca Armanaschi afferma che “Il tumorboard aziendale garantisce una visione complessiva del paziente oncologico, dopo una discussione tra tutti gli operatori specializzati presenti nei sette ospedali provinciali. La partecipazione in videoconferenza di un team multidisciplinare composto da chirurghi, oncologi, radioterapisti, radiologi, patologi, infermieri e altri specialisti rappresenta un enorme vantaggio per i pazienti e per lo sviluppo delle competenze professionali di tutti gli operatori coinvolti”.

“Ogni settimana gli specialisti dei diversi presidi ospedalieri partecipano alla videoconferenza, per condividere le informazioni sui pazienti e sulla loro storia clinica, discutere i risultati degli esami diagnostici e decidere il percorso di cura più adatto per ogni singolo paziente” afferma il Dott. Haimo Kaser, collaboratore dell’Ufficio aziendale sviluppo clinico e strategico di ASDAA; “Gli interventi chirurgici vengono sempre eseguiti da chirurghi dedicati in centri specializzati, mentre l’eventuale chemioterapia e follow-up vengono garantiti in tutti i sette ospedali provinciali. L’esperienza clinica dei singoli professionisti condivisa settimanalmente in videoconferenza genera anche un valore aggiuntivo per l’intera organizzazione aziendale”.

Le colpe della burocrazia

Le Amministrazioni Regionali italiane, a vari livelli, sono oggi impegnate nello sforzo di contenimento della spesa sanitaria. Purtroppo, i trend demografici di invecchiamento della popolazione e dalla centralità degli ospedali intrinseca del Sistema Sanitario Nazionale porteranno a una flessione negativa sempre maggiore.

La buona sanità informatizzata mostra chiaramente come strutture ospedaliere possano portare a migliori performance economiche e, contemporaneamente, consenta di rispondere all’esigenza di fornire ai cittadini servizi qualitativamente più elevati. La videoconferenza, dunque, sembra essere ad oggi una delle poche leve in grado di portare verso un Sistema Sanitario qualitativamente migliore ed economicamente sostenibile per tutti noi.

L'unica barriera degna di nota, oltre alla mancanza di risorse e competenze, pare che sia una specie d’incapacità a “fare sistema”: sia a livello aziendale, tra i diversi reparti e dipartimenti, sia a livello regionale e nazionale.

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